Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio

RIFERIMENTI NORMATIVI

L’art. 36 del decreto 118 del 2011 prevede, a decorrere dal 2012, un periodo di sperimentazione (triennale) [1] delle disposizioni concernenti l’armonizzazione dei sistemi contabili di regioni, enti locali e loro enti ed organismi.

Le modalità di svolgimento del periodo di sperimentazione sono state definite con un successivo DPCM del 28/11/2011 il quale, prevedendo uno specifico  “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio”, stabilisce che:

al fine di illustrare gli obiettivi della gestione, misurarne i risultati e monitorarne l’effettivo andamento in termini di servizi forniti e di interventi realizzatigli enti in sperimentazione, esclusi gli enti coinvolti nella gestione della spesa finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 19 del citato decreto legislativo n. 118 del 2011, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione o del budget di esercizio e del bilancio consuntivo o del bilancio di esercizio, presentino un documento denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio”.

Lo stesso DPCM, prevede che il Piano:

a) in riferimento al contenuto di ciascun programma e agli obiettivi individuati nei documenti di programmazione dell’ente esponga informazioni sintetiche relative ai principali obiettivi da realizzare, con riferimento agli stessi programmi del bilancio per il triennio della programmazione finanziaria, e riporti gli indicatori individuati per quantificare tali obiettivi, nonché la misurazione annuale degli stessi indicatori per monitorare i risultati conseguiti;

b) sia parte integrante dei documenti di programmazione e di bilancio di ciascuna amministrazione pubblica e che venga divulgato anche attraverso pubblicazione sul sito internet istituzionale dell’amministrazione stessa nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, accessibile dalla pagina principale (home page);

c) sia coerente e si raccordi al sistema di obiettivi e indicatori adottati da ciascuna amministrazione ai sensi del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

È infine previsto che, sulla base degli indicatori autonomamente individuati dagli enti in sperimentazione, venga portato a regime un sistema comune di indicatori di risultato il quale rappresenta (dal 2015) un fondamentale strumento di benchmarking tra i diversi enti della P.A..

In attesa che, con l’entrata in vigore della nuova disciplina contabile, vengano definiti struttura e contenuto del suddetto documento di pianificazione degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, [attraverso il link posto in calce alla presente pagina] si rimanda al complesso sistema di indicatori che, attualmente, attraverso il principale strumento di pianificazione operativa dell’Ente (Piano delle Performance - P.E.G.) consentono di monitorare il grado di raggiungimento degli obiettivi gestionali programmati dall’Ente.

Le tipologie di indicatori utilizzati, nell’ambito del Piano delle Performance – P.E.G., si differenziano in base alle caratteristiche delle diverse osservazioni svolte:

  • indicatori temporali (ad es.: scadenze procedurali);
  • indicatori finanziari (ad es.: entrate o uscite previste in relazione a servizi, razionalizzazioni ecc…)
  • indicatori quantitativi (output fisici)
  • indicatori qualitativi (indagini di costumer satisfaction);

Attraverso il Piano della Performance – P.E.G., la determinazione preventiva (e concordata con i Dirigenti) di obiettivi e indicatori capaci di descrivere i risultati ex post, consente di individuare indicatori sempre più idonei ed efficienti per la valutazione degli effetti della gestione.

Indicatori e target di raggiungimento sono espressi in fase preventiva (nel documento di Piano della Performance – Piano Esecutivo di Gestione) e monitorati durante l’anno, con la diretta partecipazione degli Uffici interessati che sono responsabili dell’aggiornamento del P.E.G. oltre che della dimostrazione dei risultati raggiunti in corso di esercizio.

I Dirigenti o la Giunta possono proporre variazioni al Piano Esecutivo di Gestione in ragione di sopravvenute esigenze gestionali o per la necessità di azioni correttive eventualmente riscontrate durante l’attività di monitoraggio sullo stato di attuazione degli obiettivi del P.E.G.

All’interno del sistema documentale che informa il funzionamento del controllo di gestione, la Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) assume il ruolo di “contenitore generale della pianificazione”, avendo orizzonte temporale triennale e, soprattutto, la capacità di essere declinata (con  il PEG) in obiettivi gestionali annuali.

Il sistema sopra descritto, pertanto, garantisce il collegamento anche con la programmazione economico finanziaria contenuta nei documenti che costituiscono il bilancio di previsione annuale e pluriennale.

Per quanto sopra riportato, si ritiene che il Comune di Como già rispetti i criteri stabiliti dall’art.18 del citato DPC 28/11/2011, in attesa che venga effettivamente definito il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, al termine della fase sperimentale della nuova contabilità degli enti locali.

Icona formato PDFPiano degli indicatori e dei risultati attesi di bilanci - rendiconto esercizio 2017

Icona formato PDFPiano degli indicatori e dei risultati attesi di bilanci - rendiconto esercizio 2016

Icona formato PDFPiano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio 2017-2019

Icona formato PDFPiano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio 2018-2020

Allegati

Icona formato PDFLink al Piano delle Performance del Comune di Como - triennio 2016/2018 

Icona formato PDFLink al Piano delle Performance del Comune di Como - triennio 2015/2017 

Icona formato PDFLink al Piano delle Performance del Comune di Como - triennio 2014/2016 

 

 

 


[1] termine prorogato con DL 102/2013 convertito con modificazioni dalla L. 28 ottobre 2013, n. 124

Ultimo aggiornamento: Tue Jun 05 08:39:27 CEST 2018

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